Biografia

Tomaso Valdinoci

Cesena, 7 marzo 1911 — Diano Marina, 3 agosto 1978

Il racconto che segue è scritto in prima persona, a cura della famiglia, sulla base dei suoi ricordi, delle sue lettere e dei documenti conservati nell'archivio domestico. È la sua voce a guidarci attraverso Cesena, il Teatro alla Scala, la guerra e gli anni della maturità artistica.

Cesena e Bologna · 1911 – 1930

Sono nato a Cesena il 7 marzo 1911, mio babbo Giovanni e mia mamma Lombardi Emma mi hanno chiamato Tomaso. Sono il terzo di cinque fratelli Valdinoci: Maria Pia nata nel 1908, Lucia nel 1909, io Tomaso nel 1911, Renzo nel 1914, Oreste nel 1927 dalla seconda moglie di mio babbo. A Cesena frequento i primi anni alla scuola elementare e presto dimostro interesse alla musica. Per motivi di lavoro la mia famiglia si trasferisce a Bologna e posso con soddisfazione affrontare lo studio della viola con il Maestro CONSOLINI fino ad ottenere il diploma di licenzia superiore.

Mia mamma Emma si ammala di un tumore incurabile e morì nell'anno 1922, aveva solo quarant'anni! Quattro figli ancora piccoli, il lavoro questi erano i problemi che in poco tempo il mio babbo dovette risolvere. Mia zia Olga, sorella di mamma Emma, ci aiutò nell'ordinaria vita giornaliera per un certo periodo fino alla decisione di mio babbo di sposarsi nel 1926 con Maddalena Lama di Faenza.

Avevo quattordici anni quando ho avuto la possibilità di suonare la viola nel complesso del CARRO di TESPI che si proponeva di diffondere la cultura musicale e sempre più frequentemente ho avuto l'occasione di suonare nell'orchestra del teatro comunale di Bologna. Era bello ed emozionante confrontarsi con bravi ed esperti professionisti orchestrali, ho fatto amicizia con Gino Pesci valente concertista che assumerà l'incarico di primo violino nell'orchestra del teatro comunale di Bologna e sarà lo sposo di mia sorella Maria Pia. Con lui era bello perchè, con la musicalità della parlata bolognese, non mancava mai l'occasione di argomentare e discutere sulle capacità dei direttori d'orchestra di saper riprodurre fedelmente l'opera dell'autore.

Il concorso alla Scala · 1930 – 1940

Ecco finalmente la grande occasione: il Teatro alla Scala di Milano indice un concorso per viola di fila. Ho diciannove anni e vinco! L'emozione e la soddisfazione sono grandi: faccio parte dell'orchestra del prestigioso TEATRO della SCALA di Milano! Il 9 novembre 1930 da Milano ho spedito una cartolina "Largo Cairoli con vista Castello" alla Signorina PIERINA PIERANTONI firmata MIMMO. Così mi chiamavano in casa e gli amici. Non posso nasconderlo: ero innamorato della signorina Piera Pirantoni detta "Pierina". A Milano mi organizzo per il necessario trasferimento. Per ora sono in corso GENOVA 11 presso famiglia "Guantoni". Con Pierina consolido il mio rapporto e da Milano il 1 marzo 1933 le ho inviato una cartolina "a presto... cari saluti tuo Mimmo".

«L'emozione e la soddisfazione sono grandi: faccio parte dell'orchestra del prestigioso Teatro della Scala di Milano!»

Il mio programma viene interrotto... ricevo la comunicazione di chiamata alle armi! A ROMA devo seguire il Corso Allievi Ufficiali di complemento, nominato sottotenente sono assegnato al Genio Pontieri. Il 26 marzo 1933 da Roma scrivo alla signorina Pierina: "sono stato da tua zia, abita vicinissimo alla mia caserma quando verrai a Roma vorrà vederci a casa sua. Vieni presto... tuo Mimmo".

Finito l'impegno militare sono a Bologna e con grande festa il 10 febbraio 1934 mi sposo con Piera PIERANTONI e ci trasferiamo con gioia a Milano in via Pellizza da Volpedo 50 e qui esattamente un anno dopo il mio matrimonio nasce mia figlia Marianita, che chiameremo sempre Minni. Il 16 agosto 1937 sono richiamato per le manovre militari al comando di un plotone del GENIO a Edolo BRESCIA. A Milano ci trasferiamo, sempre in affitto, in via Filippo Carcano 12 e qui il 22 aprile 1940 nasce mio figlio Giovanni che chiameremo sempre Vanni. Allora il regime fascista premiava con mille lire tutti i bimbi che nascevano il 21 aprile data storica della fondazione di Roma e tu Vanni sei nato una manciata di ore dopo mezzanotte del 21!

Il 4 dicembre 1940 sono invitato dall'Istituto della Cultura fascista di Como e dalla Società musicale M.E.BOSSi per commemorare i 150 anni della morte di MOZART, in suo ricordo abbiamo suonato il "trio in mi bemolle maggiore per pianoforte viola e clarinetto" e il "quartetto in sol minore con pianoforte, violino, viola e violoncello". "La nuova prima viola del Teatro alla SCALA si è ben affiatata con i precedenti elementi del quartetto dell'Istituto di Cultura fascista": questo è stato il commento del critico musicale riportato sulla stampa locale.

La guerra · 1941 – 1945

Aihmè! l'Italia è entrata in guerra ed io vengo tempestivamente richiamato in servizio militare! Sono nelle Marche in servizio con il battaglione di stanza a Tolentino; qui al TEATRO POLITEAMA è organizzato uno spettacolo patriottico musicale interpretato da artisti militari, il comandante del mio battaglione mi chiama a dirigere l'orchestra... è la prima volta...e riesco anch'io ad essere applaudito! Il 6 febbraio 1941 sono a Brindisi ufficiale di complemento nella divisione Bari 140° reggimento fanti Brigata C terzo corpo, posta militare 167, pronto per l'imbarco per l'Albania e il fronte di guerra in GRECIA.

È stato un periodo tragico e di disumana follia . Ho visto e subito episodi che ti lasciano nell'animo ferite indelebili che ti chiudono e ti costringono a mai raccontarli per non patire ulteriori sofferenze. Il mio reparto ha combattuto a fianco degli alpini della Giulia e poi con i tedeschi a Monastir alla famosa ben nota "Quota 731" dove si svolse una battaglia decisiva sul fronte greco. Sono stato fortunato rientro in Italia con un solo modesto segno rossastro sulla schiena per un colpo di pallottola strisciante. Sono a Gioia del Colle, poi a Colleferro e quindi in Sardegna sempre in divisa militare. Non sempre la mia famiglia poteva seguirmi e si era ritirata a Savigno, piccolo paese sull'appennino toscoemiliano, presso mio suocero titolare di una attività casearia.

L'armistizio dell'otto settembre 1943 è reso noto ed io sono ancora in Sardegna, con un amico pilota, volando a pelo d'acqua per evitare i caccia inglesi, riusciamo ad arrivare a Roma all'areoporto Pratica di Mare. Che soddisfazione togliersi finalmente la divisa militare e rivestirsi con indumenti occasionali ma civili! Non mi è stato facile da Roma risalire fino a Savigno, ma con un pò di treno, con mezzi occasionali di fortuna riesco ad abbracciare la mia famiglia e poco dopo siamo tutti a Milano.

Le mie idee politiche non sono mai state favorevoli al Fascismo, ero segretemente iscritto al partito repubblicano, ma ora sono un disertore perchè ero un ufficiale dell'esercito italiano e ora mi rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale. Ho vissuto giornate con grande ansia: dovevo sfuggire ai numerosi rastrellamenti che cercavano i disertori! La fortuna mi ha aiutato ma credo anche la mia capigliatura precocemente bianca che mi rendeva molto più anziano e quindi alla vista dei pattugliatori fascisti non potevo essere un giovane disertore.

La guerra purtroppo continuava, i bombardamenti su Milano erano continui e creavano morti e distruzioni sempre più devastanti ma il Teatro alla Scala continuava a funzionare con i suoi programmi musicali e questo è stato per me di grande aiuto economico ma anche perchè mi consentiva una mobilità più sicura.

Il Quartetto della Scala e la Ricostruzione · 1943 – 1946

L'idea di costituire "il quartetto d'archi della Scala" è stata accolta con grande interesse dai miei colleghi professori d'orchestra: 1° violino MINETTI, 2° violino GORRIERI, 1° viola VALDINOCI, violoncello MARTINENGHI. Questo quartetto si esibisce il 15 maggio 1944 al Teatro del Popolo palazzo CLERICI a MILANO suonando con grande successo: il quartetto in la maggiore op.23 n°3 di Felice GIARDINI e il quartetto in do minore op.18 n°4 di BEETHOVEN e la serenata op.12 per due violini e viola di Zoltan HODALY.

Quartetto della Scala, 1947
Il Quartetto d'archi della Scala: E. Minetti, G. Gambetti, E. Calace, E. Martinenghi, T. Valdinoci, 1947

Il 15 e 16 agosto 1943 un devastante bombardemento provoca gravi danni al TEATRO che rimane inagibile al pubblico. Le attività per la ricostruzione del TEATRO vengono subito deliberate e coordinate dal comissario straordinario dott. Antonio GHIRINGHELLI con la partecipazione di tutta la comunita milanese. Il TEATRO alla SCALA è restituito alla musica da ARTURO TOSCANINI con il concerto dell'11 maggio 1946.

Inaugurazione del Teatro alla Scala, 11 maggio 1946
L'11 maggio 1946 il Teatro alla Scala è restituito alla musica da Arturo Toscanini

Sono sempre stato un componente del Quartetto d'archi della SCALA di volta in volta con diversi miei colleghi professori d'orchestra, ci siamo esibiti in diversi teatri per tantissime manifestazioni alcune anche registrate e trasmesse per radio dalla RAI, sempre apprezzati ed applauditi. Abbiamo suonato musiche di Brahms, Boccherini, Mozart, Beethoven, Debussy, Bartok, Haydin e tanti altri. Spesso mi chiedevono quale era il quartetto che preferivo... mai avuto dubbi è quello di GIUSEPPE VERDI in mi minore!

Gli anni d'oro alla Scala · 1946 – 1963

All'orchestra della SCALA ho dato un contributo non solo da musicista ma anche da sindacalista: dopo discussioni lunghe ed anche aspre il 12 marzo 1948 viene firmato il primo contratto Nazionale dei Lavoratori dello Spettacolo. L'orchestra della Scala si rallegra per la conclusione del contratto ed io sindacalista scrivo: "...in pratica è cattivo artista chi fa dell'arte pensando alla politica ed è cattivo politico chi fa politica pensando all'arte e sarebbe cattivo sindacalista colui che nell'azione sindacale cercasse l'interesse del proprio partito".

Per me una grande notizia il 7 novembre 1948 la mia famiglia cresce: nasce Paola una bella e sorridente bimba che ci costringe giustamente a rinnovare l'organizzazione famigliare lasciando spazio alla nuova vita.

Il contratto nazionale dei lavoratori dello spettacolo è stato rinnovato il 25 giugno 1953 ed io sindacalista con soddisfazione ne dò notizia sul GAZZETTINO degli SCALIGERI. Ma certamente è la musica la mia passione e fra tutte le mie innumerevoli interpretazioni mi è caro il ricordare la sinfonia concertante k364 per violino viola ed orchestra di MOZART diretta da NINO SANZOGNO nel concerto del 7 novembre 1963 al Teatro alla SCALA e ripetuto il 21 novembre al teatro Comunale di Modena. La preparazione con il mio amico collega Franco FANTINI è stata lunga e meticolosa e ci ha permesso di ottenere un grande riconosciuto successo. La critica musicale giornalistica ci ha dfinito... "i solisti Franco Fantini violino e Tomaso VAldinoci viola interpreti stilisticamente impeccabili e tecnicamente agguerritissimi hanno spiccato per purezza di suono, intonazione, esattezza tecnica e aderenza stilistica"... "un Fantini mozartisno per finezza di suono e gentile espressività, un Valdinoci che gli ha tenuto testa con la sua viola matronale eppur dolcemente vibrante".

L'appartenenza al Teatro alla SCALA mi ha permesso di arricchire notevolmente la mia cultura musicale con la conoscenza e frequentazione di numerosi artisti per primi, per diretto logico rapporto, i DIRETTORI d'orchestra: Arturo TOSCANINI, Antonino VOTTO, Leonard BERNSTEIN, Herbert Von KARAJAN, Claudio ABBADO, GAVAZZENI, Karl BOHM, MITROPOULOS, CELIBIDACHE. Spesso mi chiedevano quale ritenevo il più bravo... fingevo di pensare ma la mia mente e il mio cuore rispondevano sempre ARTURO TOSCANINI ma avrei voluto nominare il giovane GUIDO CANTELLI che lo stesso Toscanini riteneva capace di grandi prestazioni, lo aveva invitato a dirigere l'orchestra filarmonica di New York ottenendo un grande successo e memorabile fu anche la direzione di "Così fan tutte" di Mozart alla Piccola SCALA il 27 gennaio 1956. Il 16 novembre 1956 Guido CANTELLI è nominato Direttore stabile del Teatro alla SCALA e noi orchestrali ne siamo contenti ma purtroppo otto giorni dopo il 24 novembre muore in un incidente aereo a Parigi mentre era diretto a New York. Il nostro sconforto e il mio in particolare è stato immenso: ci è rimasto solo ricordarlo in molte commemorazioni musicali.

«Un Fantini mozartiano per finezza di suono e gentile espressività, un Valdinoci che gli ha tenuto testa con la sua viola matronale eppur dolcemente vibrante.»

Sinfonia concertante di Mozart, Modena 1963
La Sinfonia concertante K. 364 di Mozart con Franco Fantini, diretta da Nino Sanzogno — Teatro alla Scala e Teatro Comunale di Modena, 1963

Ho avuto la possibilità, durante le pause musicali con la viola appoggiata sulla gamba, di ascoltare piacevolmente le canore espressioni di artisti che nell'opera lirica hanno primeggiato. Era più brava Maria CALLAS o Renata TEBALDI? Era più bravo Mario Del MONACO o Giuseppe Di STEFANO? e Renato BRUSON, Fiorenza COSSOTTO, Mirella FRENI, Franco CORELLI, Carlo BERGONZI non erano bravi? L'orchestra della Scala ha avuto e credo avrà sempre un forte richiamo internazionale: il 4 settembre 1950 siamo in Scozia e poi in Germania, Svizzera, Russia, Francia... di tutti questi viaggi artistici ho riportato ricordi che hanno suscitato curiosità particolari tra famigliari ed amici.

L'insegnamento e i riconoscimenti · 1957 – 1969

Suonare la mia viola è stato il mio piacevole lavoro ma lo è stato anche l'insegnamento della "MUSICA di INSIEME" per strumenti ad archi, per me è gratificante riuscire a trasmettere le propie conoscenze ad altri. Il primo saggio dei miei allievi della scuola di quartetto si è tenuto a Parma il 19 maggio 1957 e poi tanti altri e i più importanti: al Conservatorio di Milano il 29 aprile e il 15 maggio 1960, al Conservatorio Arrigo BOITO di Parma il 19 maggio 1966 dove ho ottenuto l'incarico per l'insegnamento della musica di insieme per merito e titoli acquisiti fra cui la croce al merito di guerra e l'onorificenza di cavaliere.

Mi sono commosso quando l'11 maggio 1966 il sovrintendente dott.Antonio GHIRINGHELLI mi conferisce l'ATTESTATO di BENEMERENZA per aver dato il mio contributo alla ricostruzione della SCALA restituita alla musica da ARTURO TOSCANINI con il concerto dell'11 maggio 1946. Il 12 giunio 1969 il Provveditore agli studi di Parma scrive ringraziandomi per ilsuccesso del concerto tenuto al teatro MAGNAMI di Fidenza dagli allievi della scuola di musica di insieme e il 25 giugno è il direttore del Conservatorio Arrigo BOITO di Parma che mi ringrazia per la mia preziosa e determinante collaborazione.

Attestato di benemerenza, Teatro alla Scala, 11 maggio 1966
L'11 maggio 1966 il sovrintendente Antonio Ghiringhelli gli conferisce l'Attestato di Benemerenza per il contributo dato, vent'anni prima, alla ricostruzione della Scala

È giunta la mia ora devo andare in pensione e infatti ecco che il sovrintendente Antonio GHIRINGHELLI mi saluta scrivendo: "...dire addio a Valdinoci è un pò anche dire addio ai miei lunghi anni di vita scaligera... come non ricordare i lunghi cordiali colloqui con lei nel lontano 1945 ai miei primi tempi alla SCALA? Santo cielo quanto tempo è passato! Una vita si può dire... e anche allora come sempre per tutti questi anni insieme alla ricerca del bello e del buono per questa benedetta SCALA ..." Anche la mia attività d'insegnante di musica di insieme al Conservatorio di Parma è finita con auguri e ringraziamenti.

«Dire addio a Valdinoci è un po' anche dire addio ai miei lunghi anni di vita scaligera.»

Diano Marina, il ritiro · 1966 – 1978

Ora posso dedicarmi di più alla famiglia. Dal 1950 abbiamo trascorso le mie ferie estive a Diano Marina nel ponente ligure e qui nel 1958 con l'aiuto di una piccola eredità del padre di Pierina abbiamo acquistato un terreno edificabile. Costruiamo una prima casa e poi una seconda per i figli. Da Milano a Diano Marina quanti viaggi con la piccola Fiat 600 strapiena anche di canarini, papagallini e il cane! Ma adesso che sono in pensione io e Pierina ci siamo trasferiti e siamo residenti a Diano Marina. Anche il mio antico amico Gorrieri è residente a Diano Marina e con lui riprendiamo la nostra attività musicale. Il 5 maggio 1974 siamo in concerto presso il CENTRO SOCIALE di CERVO. La scuola di musica "Ottorino Respighi" di San Remo mi da la possibilità d'insegnare la tecnica di violino. Alla scuola di musica partecipano anche i miei nipoti: Luca mio allievo privatista di violino e Simone per il pianoforte. Il saggio del corso allievi 1973-74 viene eseguito il 22 giunio 1974 al teatro Cavour di Imperia e ripetuto nell'anno sucessivo. Luca e Simone hanno avuto i loro primi applausi. Ai miei figli ho cercato d'insegnare a suonare: il violino a Vanni, il pianoforte e la chitarra a Minni e Paola... non ci sono riuscito! Solo mio nipote Luca riesce ad apprendere con soddisfazione il mio insegnamento e sono sicuro che riuscirà ad ottenere ottimi risultati sia con il violino che con la viola.

Nella seconda casa di Diano Marina sono riuscito a creare una piccola sala musica dove ho sistemato libri, spartiti musicali, tutta la mia documentazione artistica musicale e sopratutto tutti i miei strumenti musicali: il pianoforte, la chitarra, le viole, i violini, gli archetti che sono stati acquistati da importanti liutai italiani e in particolare,da me molto apprezzato, un completo quartetto realizzato dal Maestro liutaio RENATO SCROLLAVEZZA di Parma. Questa piccola sala musica di Diano Marina è stata per me una confortevole occasione di continuare a stare con la MUSICA perchè con essa avevo capito che si possono risolvere molti problemi della vita in modo quasi magico! mentre la vita è un sentiero che si arrampica su una montagna...di dubbi!

E molti dubbi purtroppo li hanno avuti anche tutti i medici che hanno cercato di curare quella strana malattia che mi ha aggredito nel 1976 con terribili dolori. Una operazione, le terapie, i medicinali, le trasfusioni... nulla ha funzionato! e il mio corpo si è fermato il 3 agosto 1978 a Diano Marina ma io sono volato a Milano in piazza della SCALA a festeggiare il bicentenario della fondazione del TEATRO alla SCALA con una entusiastica moltitudine di appasionati che quasi cantando dicevano che a Milano oggi con l'aria si respira MUSICA!

Non vi preoccupate sono tornato, sono col mio corpo nella cappella di famiglia nel cimitero di Diano Arentino.

Tomaso Valdinoci
1911 – 1978